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I Curdi e le difficoltà politiche di Erdogan

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10.10.2019

Quasi come una litania, la “questione curda” ritorna ad echeggiare sul palcoscenico geopolitico del Vicino Oriente. L’atavico egoismo franco-britannico (la Russia era troppo impegnata, allora, in faccende interne) e la miopia del loro famigerato progetto segreto, il Sykes-Picot del 1916 (che prevedeva la spartizione dell’Impero Ottomano tra Francia e Gran Bretagna, cancellando, successivamente, la necessità etnica e sociologica della creazione del Kurdistan come Regione-Stato), sistematicamente fanno “riesumare”, come la vincita di una lotteria della disgrazia, la drammatica realtà del popolo curdo. Il Sykes-Picot fu reso pubblico nel 1919 e lo “smantellamento” dell’Impero Ottomano, formalizzato nel 1922, lo rese esecutivo. Il territorio abitato dai curdi fu diviso tra Turchia, Siria, Iraq e Iran.

L’unità di protezione popolare formata da curdi siriani, fondatori della Federazione che ha permesso la definizione di un’area a sud della Turchia composta dai cantoni di Afrin, Jazira e Kobané (Royava), gli orgogliosi Peshmerga (“fino alla morte”), unità curdo-irachena e le coraggiose “Peshmerga rosa”, sono stati fondamentali per far conoscere ai più la “causa” curda. Va ricordato che la “ferita decisiva” alle milizie jihadiste dello Stato........

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