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Espansionismo e Logistica

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05.11.2019

Prima dell’impero romano la cultura espansionista era quasi inesistente; in fondo il potere si limitava al controllo limitato di territori e, nella maggior parte dei casi, si caratterizzava come un presidio militare. I romani invece riescono a raggiungere dimensioni espansionistiche imprevedibili e, addirittura, tentano di raggiungere anche i territori più orientali del sistema euroasiatico all’epoca conosciuto. Poi, dopo i romani, si sono susseguite tante altre esperienze, tanti altri espansionismi che, nella maggior parte dei casi, hanno avuto solo e, soprattutto, l’obiettivo non solo del recupero e del controllo di mercati, dell’arricchimento e dello sfruttamento di ricchezze naturali, ma in particolare del controllo politico e strategico di vaste aree territoriali. Fin qui una banale analisi delle evoluzioni storiche; una analisi che, anche se spesso vestita dalla esigenza di riportare in determinate aree i concetti base della democrazia, in realtà ha sempre avuto come riferimento portante l’interesse espansionistico.

Poi ci sono due tentativi di espansione dell’Europa verso l’est e dell’area orientale verso il sistema europeo, verso il Mediterraneo. Sono due tentativi che, per quanto riporterò dopo, non si configurano come azioni espansionistiche, ma come ottimizzazione dei processi logistici e, quindi, come condizione per far crescere le reciproche convenienze.

Henning Christophersen nel 1994, nel suo ruolo di Commissario Europeo propone il primo Piano strategico delle Reti TEN (Transport European Network) e, in particolare, sempre nel 1994 ad Atene presenta il Masterplan Paneuropeo ricco di assi che collegavano le reti viarie, ferroviarie e i nodi del sistema comunitario con i Paesi dell’Est fino a Kief e fino ai Paesi balcanici.

Nel 2005 la Commissaria della Unione Europea Loyola de Palacio, a valle del Piano delle Reti TEN – T, sempre attraverso un gruppo ad alto livello di delegati dei 28 Paesi della Unione, redige un Piano che........

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