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Come pianificare il territorio

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07.08.2019

Se effettuassimo una analisi storica sui tentativi operati dal legislatore per garantire degli strumenti capaci di “controllare” e “gestire” ciò che definiamo territorio in un approccio superiore alla dimensione urbana e residenziale, superiore alla logica del costruito e rivolta alla logica del non costruito, troveremmo come riferimento interessante gli articoli 5 e 6 della Legge 1150 del 1942. In particolare riporto di seguito tali articoli:

Articolo 5. Formazione ed approvazione dei piani territoriali di coordinamento
1. Allo scopo di orientare o coordinare l’attività urbanistica da svolgere in determinate parti del territorio nazionale, il Ministero dei lavori pubblici ha facoltà di provvedere, su parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, alla compilazione di piani territoriali di coordinamento fissando il perimetro di ogni singolo piano.
2. Nella formazione dei detti piani devono stabilirsi le direttive da seguire nel territorio considerato, in rapporto principalmente: a) alle zone da riservare a speciali destinazioni ed a quelle soggette a speciali vincoli o limitazioni di legge; b) alle località da scegliere come sedi di nuovi nuclei edilizi od impianti di particolare natura ed importanza; c) alla rete delle principali linee di comunicazione stradali, ferroviarie, elettriche, navigabili esistenti e in programma.
3. I piani, elaborati d’intesa con le altre Amministrazioni interessate e previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici (parere soppresso - n.d.r.), sono approvati per decreto reale su proposta del ministro per i lavori pubblici, di concerto col ministro per le comunicazioni, quando interessino impianti ferroviari, e con il Ministro per i trasporti e l’aviazione civile, ed il Ministro per l’industria, commercio e artigianato.
4. Il decreto di approvazione viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica (ora sul Bollettino........

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