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Alta velocità: la vera rivoluzione industriale

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13.06.2019

In occasione dei festeggiamenti per il decennale dell’alta velocità, è necessario sottolineare come la nuova rete ad alta velocità prenda le mosse da un’azione oggi considerata inutile: la programmazione delle esigenze economiche del Paese a 20 anni e l’innesto in quel contesto di un grande progetto, appunto l’alta velocità.

Inutile ricordare che fu un Piano Generale dei Trasporti nel 1986, sotto il Ministero governato da un politico di razza come Claudio Signorile, ad avviare in Italia un momento di grande programmazione economica che includesse la realizzazione di un progetto visionario: quadruplicare in asse i binari esistenti, con nuovi tracciati, raggi di curvatura, sistemi di segnalamento, sistemi di controllo della marcia treno, sistemi di sicurezza della circolazione, nuove logiche costruttive dei sottosistemi elettrici e di trazione, nuovi materiali rotabili.

L’innovazione è stata talmente dirompente da spostare in alto quella che in economia si chiama frontiera di produzione, modificando la stessa natura industriale del settore ferroviario, generando un indotto prima elettromeccanico ed oggi digitale ed informatico che ha cambiato totalmente i connotati produttivi ed industriali del settore prima, e poi di un insieme di sotto settori che hanno trovato e continuano a trovare soluzioni innovative per inseguire sempre lo stesso obiettivo: coprire più spazio possibile nel minor tempo possibile, in assoluta sicurezza, aggregando sistemi locali e comunità prima poste a distanze tali da non poter concludere un viaggio di andata e di ritorno nell’arco della stessa giornata.

E come una........

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