Taccuino Liberale. E Martin perse la cappa

Per lo 0,1 per cento, “Martin perse la cappa” verrebbe da dire leggendo le cronache sul risultato di valutazione svolto da Eurostat del rapporto deficit/Pil reso noto ieri. Stiamo parlando di una cifra che i maggiori organi di stampa dicono aggirarsi tra i 600 milioni ed il miliardo di euro, e per colpa (o per fortuna) siamo ancora nella procedura di infrazione Ue per eccesso di deficit. 

In termini sportivi probabilmente parleremmo di millesimi di secondo, e decisi al fotofinish. Accade nello sport, e accade anche nella vita reale, ed è accaduto anche in quella governativa. Fa quasi tenerezza il ministro dell’Economia e Finanze, lasciato da solo in conferenza stampa a dare la triste notizia che l’obiettivo di rientro anticipato dalla procedura di infrazione non è stato centrato. 

Eppure il dato del 3,1 per cento in sé dovrebbe essere di conforto per il Paese, era l’8,3 per cento nel 2022, il 7,2 per cento nel 2023, il 3,4 per cento nel 2024, ed è sceso al 3,1 per cento nel 2025. Non quanto sperato per raggiungere l’obiettivo che si erano dati nel governo, ma, come dicono a Milano, Piust che nient, l’è mej piutost.

E forse con questo spirito e confidando nella benevolenza di un favorevole arrotondamento da parte di Eurostat (che non c’è stato) erano stati mandati i conti a Bruxelles, ma il verdetto è arrivato come una saetta in Consiglio dei ministri. Siamo in buona compagnia nello sforamento del rapporto deficit/Pil, assieme a Paesi come Francia e Belgio, mentre Paesi come la Grecia, che hanno subito cure draconiane risultano essere addirittura in avanzo.

Spendiamo tanto, troppo e spesso malissimo, e cresciamo poco, anzi pochissimo. Non sono mali di oggi, e nemmeno di ieri o l’altro ieri, sono problemi atavici che ci portiamo dietro da decenni, e sono tutti interni. Non è l’Ue brutta, sporca e cattiva, siamo noi che siamo spendaccioni e non abbiamo un sistema economico che possa garantire crescita, e dunque prosperità economica e sociale.

In Italia anche un piccolo bar, prima di aprire deve chiedere dalle 14 alle oltre 30 autorizzazioni ad enti ed autorità pubbliche diverse, e spendere una cifra non inferiore a 4-500 euro annui solo per la tenuta della contabilità ed il pagamento di oneri e tributi per la tenuta della contabilità (tassa annuale iscrizione CCIAA, costo deposito bilancio, vidimazione libri societari etc...) che nulla aggiungono al cappuccino e cornetto, né concorrono a creare........

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