Alberto Trentini è stato liberato |
È successo tutto senza preavviso, nel silenzio della diplomazia. Dopo 423 giorni di detenzione nel carcere di massima sicurezza di Rodeo, alle porte di Caracas, Alberto Trentini è tornato libero. Con lui anche Mario Burlò, imprenditore torinese finito nelle maglie del regime venezuelano. Le prime parole di Trentini, pronunciate appena arrivato all’ambasciata italiana, restituiscono la misura dello shock e del sollievo: “Non sapevamo nulla della cattura di Nicolás Maduro. Sono felice, ringrazio l’Italia. Ora posso fumare una sigaretta?”. Una frase semplice, riportata da La Repubblica e dal Corriere della Sera, che racconta più di molte analisi il peso di oltre un anno passato in prigione. Accanto a lui, Burlò. Entrambi hanno voluto chiarire subito le condizioni della detenzione. “Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato”, hanno assicurato una volta scesi dall’auto che li ha condotti in sede diplomatica. Trentini ha aggiunto un dettaglio che racconta l’eccezionalità delle ultime ore: “Nell’ultimo trasferimento non siamo stati incappucciati, a differenza delle altre volte”. E ancora: “Anche il cibo era sufficiente”. All’ambasciata, finalmente, il primo gesto di normalità: le telefonate ai familiari in Italia. Trentini ha chiamato la madre e la fidanzata, rompendo un silenzio che durava da più di un anno.
La vicenda di Alberto era iniziata il 15 novembre 2024. Operatore umanitario, impegnato per la Ong........© L'Opinione delle Libertà