Il miracolo perugino della Madonna di Monteluce
Dopo l’eccezionale esposizione perugina, la Pala di Monteluce di Raffaello torna nella sede permanente dei Musei Vaticani, a Roma. Ma quello che resta, e annuncia altri eccezionali traguardi come anticipa il direttore della mostra Alessandro Polidori, è un evento straordinario di pubblico (anche 700 visitatori al giorno), di collaborazione artistica tra esperti ed uffici tecnici e di significato intrinseco ed esplicito nel suo messaggio di speranza in tempi in cui “è difficile far fiorire la morte”. Ma la Pala di Monteluce porta proprio questo stimolo di fiducia e di bellezza fin dalla sua concezione nella mente fervida dell’urbinate Raffaello Sanzio, il pittore e architetto del Rinascimento, scelto per celebrare l’anno giubilare con l’iniziativa voluta dalla Diocesi di Perugia-Città della Pieve in collaborazione coi Musei Vaticani e il sostegno della Fondazione Perugia. La mostra è stata intitolata infatti “L’atteso ritorno. Raffaello per Monteluce dai Musei Vaticani” perché, dopo 500 anni, la tela è stata riproposta nella sede originaria, dove è rimasta fino al 7 gennaio scorso.
E noi, qui, raccontiamo il viaggio al contrario, il ritorno dell’opera nelle stanze vaticane e quello che però non potrà più passare inosservato, perché abbiamo visitato l’esposizione nel Museo del Capitolo della Cattedrale di Perugia proprio gli ultimi giorni, quando si è delineato con chiarezza il successo di questa operazione con il........
