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La separazione delle carriere dei magistrati non è una ritorsione

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09.07.2019

I lettori dei giornali, quei pochi superstiti, si domanderanno come mai si parla e si scrive sempre di riforma della giustizia, di separazione delle carriere dei magistrati e dei criteri dell’obbligatorietà dell’azione penale, e poi, regolarmente, passa tutto in cavalleria. Almeno da trent’anni a questa parte. Oggi che i penalisti italiani si astengono dalle udienze per protestare contro lo Stato italiano per come osa da decenni tenere le proprie carceri sembra un buon giorno per riflettere sul perché di questo stallo. Ci sono due ragioni uguali e contrarie che spesso sembrano inscenare un balletto quando non un gioco delle parti. La prima è che i politici italiani si accorgono del problema giustizia, e di quello delle carceri, solo quando capita una disgrazia a qualcuno di loro.

A quel punto vanno in tivù, o sui social, e promettono grandi riforme (“epocali”) della giustizia che appaiono ovviamente come una reazione ritorsiva per il callo pestato da un’inchiesta, da un giudice, da un provvedimento che........

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