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Il cielo sopra Sigonella

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26.06.2026

Non v’è peggiore piromane di un pompiere improvvisato. Che ne dite, suona bene? Ancor più se l’adagio lo appiccichiamo addosso al signor Mark Rutte, segretario generale della Nato. Ma come gli è venuto di dire in un’intervista a Fox News, perché Donald Trump lo ascoltasse, che, in fondo, l’Italia il suo dovere sul dossier guerra all’Iran l’ha fatto autorizzando 500 voli di aerei da combattimento statunitensi destinati a operazioni contro target iraniani?

Comprendiamo perfettamente che “l’olandese volante” non sappia più a chi santo votarsi per distogliere l’ingombrante alleato americano dall’intenzione di mollare i partner europei sfasciando l’Alleanza Atlantica. Per Washington la priorità è di spostare in altre aree strategiche del pianeta il grosso dei sistemi di difesa attualmente destinati in ambito Nato a dare protezione ai partner del Vecchio continente. Al contrario, l’interesse europeo è che lo “Zio Sam” resti e continui a proteggerci. Tuttavia, c’è modo e modo di sostenere le proprie, legittime, ragioni. E tra questi non si annovera la libertà di raccontare balle. Soprattutto se poi le “inesattezze” divulgate ledono la credibilità dell’interlocutore indirettamente coinvolto, nel caso di specie Giorgia Meloni.

L’appuntamento di Ankara – luogo in cui, quest’anno, si terrà il vertice annuale dei capi di Stato e di Governo dei Paesi Nato – è vicinissimo e la preoccupazione che un infuriato Trump possa mettere sul tavolo tutta la sua delusione per il comportamento avuto dagli alleati nel mancato sostegno agli Usa nella guerra all’Iran, non è peregrina. Epperò, Rutte avrebbe dovuto ricordare che il presidente americano è anche quello delle giravolte improvvise e delle minacce che fanno presto a trasformarsi in lusinghe e abbracci. Ragione per la quale preoccuparsi della postura americana ad Ankara ci sta ma senza perdere la testa nell’impedirla, provando a mettere toppe che sono peggiori del buco.

Posto che non crediamo a immaginifici complotti studiati a tavolino da Trump e Rutte per mettere in difficoltà la Meloni a casa sua, la buonafede del segretario generale della Nato nel tentare di presentare il comportamento della leader italiana in una luce migliore agli occhi dell’adirato presidente Usa, è fuori discussione. Nondimeno, risulta più pericoloso lo sprovveduto che combina un pasticcio nella convinzione di........

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