menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Dall’Europa l’ultima trovata: “Siamo tutti groenlandesi”

5 19
previous day

A proposito della guerra dei bottoni che i leader europei (con qualche commendevole eccezione) vorrebbero combattere contro Donald Trump viene alla mente una locuzione latina che fotografa l’assurdità del momento meglio di qualsiasi dotto discorso: Quos vult Iupiter perdere, dementat prius, tradotto “ A coloro che vuole perdere, Giove toglie prima la ragione”. Che è ciò che sta accadendo con la storia della Groenlandia. Per secoli di quel pezzo di mondo coperto dai ghiacci non è fregato niente a nessuno. Dai primi del Settecento colonia dell’impero coloniale danese, soltanto dal 1953 la Groenlandia è stata trasformata giuridicamente da colonia in amt (contea) d’oltremare del regno di Danimarca e dal 1979 le è stato riconosciuto il diritto di autogovernarsi. Un’autonomia fatta valere, nel 1985, quando all’esito di un referendum l’isola artica sancì la propria uscita dall’allora Comunità economica europea, cioè dalla genitrice quell’Unione europea che oggi si dichiara pronta a battersi per quello che (impropriamente) considera un pezzo d’Europa.

L’isola più grande del mondo è anche tra i posti più spopolati del pianeta. Rispetto alla sua immensa estensione geografica, le 56.542 persone che la abitano (orsi bianchi esclusi) sono niente sulla scala delle densità demografiche. La Danimarca esercita la giurisdizione statuale sull’isola non per diritto divino ma grazie all’assenso delle nazioni occidentali. I suoi governi, per vedersi riconosciuto in tempi moderni il privilegio sovrano sul territorio groenlandese, all’inizio del XX secolo dovettero intavolare trattative con gli Stati Uniti e, successivamente, con il Giappone e con le principali potenze europee, tra le quali l’Italia per riceverne il consenso. Tuttavia, resta il dato strutturale per cui l’isola, sotto il profilo geostrategico, sia valutata come luogo totalmente indifendibile dalle limitate forze militari della piccola Danimarca. Non è un caso se nel lontano 1941, per evitare che la Groenlandia fosse annessa al Reich tedesco, le amministrazioni locali stipularono un accordo – poi noto come il Trattato Kauffmann, dal nome di Henrik Kauffmann........

© L'Opinione delle Libertà