Amendolara: la capanna dello zio Tom |
Ci piace trovare le fragole al mercato a prezzi abbordabili? Allora – è questione di decenza – piantiamola con l’ipocrisia di dirci inorriditi e prostrati di fronte a scene di assoluta barbarie, come quelle viste ad Amendolara. Occorre un gesto di onestà morale nel riconoscere che un quadratino, ancorché infinitesimo, di mani impegnate a tenere bloccate le portiere dell’auto in cui bruciavano vivi Ullah, Waseem, Amin e Safi – quattro disgraziati lavoratori extracomunitari – fosse nostro. Di noi consumatori che, quando andiamo a fare la spesa, badiamo al prezzo della merce senza porci tante domande sul perché e sul come di quel prezzo. È responsabilità di quelli di noi imprenditori della filiera agroalimentare che, per fare quadrare i conti, per starci con i costi, tagliano all’inverosimile sulla manodopera. È colpa di questa Europa che, negli anni, nel nome del dio mercato ha permesso che i nostri scaffali venissero inondati di schifezze alimentari dal mondo, con il supporto complice di qualche Stato comunitario. Per inciso: se davvero tutto ciò che arriva sulle nostre tavole con il marchio del “Made in Spain” fosse prodotto in loco, il Paese iberico dovrebbe avere una superficie pari a quella del Brasile e del Canada messi insieme. Hai voglia a raccontarsi, in dotti convegni e in raffinati eventi conviviali ad uso degli addetti del settore, la favoletta della sostenibilità economica delle produzioni agroalimentari.
Il rispetto della legalità c’è, ma solo in quei comparti dove la profittabilità è garantita al lordo dell’applicazione delle regole, in particolare di quelle riguardanti i trattamenti salariali e la sicurezza antinfortunistica della manodopera impiegata. Il guaio è che le filiere altamente redditive in agricoltura non sono molte. Anzi, sono rare. E allora che si fa? Si chiude bottega? Si dichiara esaurito per impraticabilità il settore primario della nostra economia? Non diciamo sciocchezze, una cosa del genere non può accadere: salterebbe in aria il Paese. Da qui il dilemma: o si pratica........