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Non c’è molto da stupirsi, caro Polito

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07.10.2019

In un periodo caratterizzato da tanti pseudo-liberali folgorati sulla via di Damasco dello Stato assistenzialista (vedi il caso grottesco di Carlo Calenda, il quale sembra aver riscoperto l’economia del posto fisso), anche il brillante Antonio Polito si è distinto per una moderata critica al liberalismo e al liberismo, quest’ultimo selvaggio per definizione.

Lo ha fatto nel suo ultimo libro “Il Muro che cadde due volte”, edito da Solferino Libri, il quale è stato presentato a Roma da Bianca Berlinguer, con la partecipazione di Massimo D’Alema e il citato Calenda. Ed è in questa occasione che il sempre più confuso ex ministro dello Sviluppo economico ha pronunciato la sua abiura nei riguardi della cultura liberale, seppur declinata nell’area progressista. In estrema sintesi, Calenda ha definito scemenze alcuni paradigmi che lo avrebbero fuorviato, come l’idea di salvare il lavoro anziché i posti di lavoro. Mentre, ha sottolineato,........

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