La vera e inesorabile rivoluzione iraniana

Da 12 giorni è scoppiata la protesta degli iraniani contro il regime degli ayatollah: migliaia di uomini e donne dal 28 dicembre continuano a scendere in strada, in più di 100 città, per manifestare la propria rabbia contro i cosiddetti custodi della rivoluzione al grido di: “Morte al dittatore”, “Non abbiamo più paura”, “Lunga vita allo Scià”.

Le autorità, attanagliate dal risveglio dei cittadini e terrorizzate dalle possibili conseguenze, acuiscono le reazioni violente con la brutale repressione, con le forze del regime che sparano contro i manifestanti disarmati. I numeri sono lapalissiani: più di 45 morti tra i manifestanti, centinaia i feriti e oltre duemila persone arrestate.

Ma non basta. Secondo la Ong di monitoraggio della cybersicurezza, Netblocks, il Paese si trova “in preda a un blackout su scala nazionale”. “Questo incidente segue una serie di misure di censura digitale sempre più rigide mirate alle manifestazioni, e ostacola il diritto del pubblico a comunicare in un momento critico”, si legge su X.

I manifestanti, però, riescono comunque ad inondare i social di video: si........

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