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Sanità e cybersecurity, i suggerimenti di George Lombardi

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George G. Lombardi è un imprenditore immobiliare italiano emigrato negli Stati Uniti negli anni Settanta. Da oltre cinquant’anni vive e lavora negli Usa, dove ha costruito una solida carriera nel settore immobiliare, sviluppando al tempo stesso una profonda conoscenza del sistema economico e istituzionale americano. Amico di lunga data del presidente Donald Trump, segue da decenni l’evoluzione delle politiche di sicurezza e innovazione negli Stati Uniti. Oggi è un convinto sostenitore della cooperazione tra Italia e Stati Uniti nel campo della cybersecurity, con particolare attenzione alla protezione delle infrastrutture critiche e del settore sanitario.

Gli ospedali italiani sono davvero sotto attacco cyber con questa frequenza o si tende a esagerare?

Purtroppo non c’è alcuna esagerazione. I dati parlano da soli. Nel primo semestre del 2026 l’Italia ha gestito oltre 2.170 eventi cyber, con un incremento del 47 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il settore sanitario continua a essere uno dei bersagli preferiti perché custodisce informazioni estremamente preziose e, soprattutto, perché un ospedale non può permettersi di fermarsi. Un attacco informatico oggi non significa soltanto perdita di dati: significa interventi rinviati, diagnosi ritardate, servizi essenziali interrotti e, in alcuni casi, rischi concreti per la salute dei pazienti.

Il Rapporto Clusit evidenzia che la sanità è il settore con la percentuale più alta di attacchi critici. Come si spiega?

La sanità rappresenta il bersaglio........

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