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Non ci sto

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21.08.2019

Alla faccia del garbo istituzionale, ancora una volta il professore Conte ha dimostrato tutti i suoi limiti e la sua provincialità politica. Mai, infatti, un Premier si era permesso in aula, e in occasioni tanto delicate, di aggettivare così pesantemente il suo vice. Insomma, quello di ieri più che un commiato istituzionale per la fine di un governo, agli occhi degli italiani che guardavano, è parso il festival personale del risentimento verso Salvini che ha innescato la crisi.

Ancora di più, perché lo sfogo istituzionalmente inusitato verso il leader della Lega, è stato consumato a freddo, frutto di uno studio attento, parola per parola, per accusare, mortificare, un compagno di viaggio con il quale, fino a ieri guarda caso, si era condiviso tutto. Ma quando mai un Premier, uno statista, giustifica al Parlamento e al Paese la fine di un esecutivo con una reprimenda stizzita e infarcita dalla disistima, nei........

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