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Ma chi se ne frega di Rousseau

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25.11.2019

Ci mancava solo la strafottenza di Rousseau per completare l’opera delle pagliacciate di Joker-Grillo. Dopo gli spergiuri sull’Europa, sull’Euro, sulle contaminazioni, sulla scatoletta di tonno, sui “vaffa day” per tutti, è arrivato quello sulla piattaforma per il voto.

Insomma, Rousseau dice una cosa e Beppe Grillo se ne infischia e ribadisce che vuole stare con il Partito Democratico; certo, dovrà inventarsene una per evitare di penalizzare Stefano Bonaccini in Emilia-Romagna, ma il senso dell’ennesima dimostrazione di menefreghismo non cambia.

È la prova provata di quanto il comico pensi di poter disporre a piacimento del consenso, di quanto creda di essere tanto onnipotente da passare sopra ogni impegno e ogni promessa; con la scusa che il Movimento cambia è sempre pronto a giustificare l’ipocrisia politica. Del resto per capire Grillo basterebbe pensare al recente manifesto a favore della sindaca Virginia Raggi e delle tante........

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