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Io, mammeta e tu

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30.07.2019

Ancora una volta, da buon napoletano, Luigi Di Maio non è riuscito a nascondere l’acrimonia verso Matteo Salvini, non serviva Renato Carosone per capire che il “chillo là” volesse dire fastidio e basta.

In fondo ha ragione la Lega a suggerire ai grillini la rottura al posto della lite e dell’insolenza quotidiana. Sia chiaro, il caso clinico è bidirezionale, vale anche per Salvini, che si lascia offendere e sbeffeggiare ogni giorno senza battere ciglio. Oltretutto quest’ultima scenetta è avvenuta in un momento e in un passaggio di tristezza, di cordoglio e di dolore, che avrebbe dovuto spingere al silenzio ed a un comportamento migliore. La drammatica fine per mano di un delinquente assassino reo confesso, del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, meritava........

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