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La piattaforma Rousseau e l’obbedienza al capo

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04.09.2019

L’80 per cento dei votanti sulla piattaforma Rousseau ha detto “sì” al governo giallo-rosa-rosso dopo che nei giorni scorsi il garante del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, si era sperticato a benedire l’operazione, aveva elevato Giuseppe Conte agli onori degli altari, strigliato il riottoso Luigi Di Maio, messo a tacere la minoranza dissenziente e parlato con Dio.

Sia lodata la piattaforma, vien da dire, perché, con questo voto “bulgaro”, ha reso attuale l’insegnamento lasciato dai populismi nella storia. L’insegnamento è questo: tutti i populismi sono finalizzati, in prima battuta, a determinare negli elettori lo smarrimento della coscienza critica e a indurli a conformarsi alla volontà del leader.

Vediamo di intenderci. Il voto on-line, pur irrituale in una democrazia rappresentativa, non è in contrasto con la Carta costituzionale. Può non essere aderente al suo spirito, come ha recentemente detto Giovanni Maria Flick, ma questo non basta per consacrarne........

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