La parabola dell’italiana che osò sfidare il tabù della giustizia |
Ci sono storie che non finiscono nei libri di testo, ma che fotografano meglio di qualunque trattato giuridico la temperatura morale e corporativa di un Paese. È la vicenda di Anna Gallucci, magistrata di lungo corso, la cui parabola professionale ed umana rappresenta una delle pagine più emblematiche, scomode e volutamente dimenticate del dibattito sulla giustizia in Italia.
Perché raccontiamo la sua storia? Perché non è una vicenda che parla solo di carte bollate, provvedimenti disciplinari o querelle di corridoio. Racconta cosa succede quando un singolo individuo decide di rompere il vincolo di appartenenza, sfidando un’ortodossia che non ammette eretici.
IL “PECCATO ORIGINALE”: ROMPERE IL FRONTE INTERNO
Per comprendere cosa sia accaduto ad Anna Gallucci bisogna fare un salto indietro al dibattito sul referendum sulla giustizia. Un appuntamento politico e istituzionale vissuto dall’Associazione Nazionale Magistrati come un arroccamento identitario, un momento di difesa monolitica di fronte a quello che veniva percepito come un attacco all’indipendenza delle toghe.
In quel clima di chiamata alle armi, Anna Gallucci........