Il “contromano” di Paola Concia

Quando la sinistra si scopre garantista (e fa bene)

Nel teatrino della politica italiana, siamo abituati a copioni scritti col normografo: se la destra propone una riforma della giustizia, la sinistra deve gridare allo scandalo, al “vulnus democratico” e all’attacco all’indipendenza della magistratura. Poi arriva Paola Concia, e il copione finisce nel tritatutto.

L’ex deputata del Pd ha deciso di vestire i panni della “voce fuori dal coro”, sostenendo che la separazione delle carriere e la riforma della giustizia non siano tabù da esorcizzare, ma necessità da affrontare. Perché le sue parole fanno così rumore? Perché rompono il dogma del giustizialismo a correnti alternate.

LA FINE DEL........

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