Caso Natoli e l’indignazione di Felice Giuffrè

Il fango non risparmia nemmeno i simboli. Sembra questo il triste epilogo di una vicenda che sta scuotendo le fondamenta della magistratura italiana e toccando corde sensibilissime della memoria collettiva. Al centro del ciclone ci sono le intercettazioni che coinvolgono Gioacchino Natoli, ex magistrato di peso, e le sue parole ‒ definite da molti come un “sacrilegio istituzionale” ‒ rivolte alla famiglia di Paolo Borsellino. ​A dare voce a un sentimento di profonda rivolta etica è Felice Giuffrè, membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), che ha espresso uno sconcerto che va ben oltre la normale dialettica giudiziaria.

​LE RADICI DEL FANGO: LE INTERCETTAZIONI

​Le conversazioni che hanno scatenato il caso risalgono a tempi recenti e sono emerse nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Caltanissetta. Quest’ultima stava indagando su presunti favoritismi e condotte opache legate a vecchi dossier su “Mafia e Appalti”, filone che Paolo Borsellino considerava cruciale prima di essere........

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