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L’assalto alla tv e la realtà che non fa sconti

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02.03.2026

All’idea che basti occupare le caselle per produrre qualità si oppongono numeri ostinati

Le dimissioni forzate di Paolo Petrecca dalla direzione di Raisport, dopo la telecronaca tragicomica della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali, non sono un incidente di percorso. Sono un cartello stradale, grande e rifrangente, che segnala il fallimento dell’assalto della destra alla Rai. Non è una questione di simpatie o antipatie, di gusti o di tifoserie. È una questione di realtà, quella materia prima che non si piega alle narrazioni e che prima o poi presenta il conto. La Rai doveva diventare la grande rivincita, la presa della Bastiglia culturale, la prova generale di una riscossa a lungo sognata contro la famigerata «egemonia della sinistra». Il tavolo, però, non è stato rovesciato: si è rovesciato addosso a chi voleva farlo.

L’azienda è oggi guidata da un amministratore........

© L'Espresso