Ai progressisti per vincere serve un federatore
Non bastano i programmi per superare l’eterno scontro tra radicali e riformisti
È proprio una questione di “lunga durata”, per usare l’espressione della scuola storica delle Annales. E che si ripresenta invariabilmente sui due versanti delle Alpi proiettati verso un 2027 di elezioni decisive: l’eterno scontro tra la sinistra radicale e quella riformista, all’origine della “sindrome della scissione permanente”. Un cleavage ereditato dal Secolo breve novecentesco – la frattura profonda tra socialisti e comunisti –, che si ripresenta con formule di volta in volta rinnovate. In termini meramente aritmetici – certo, la politica non è matematica, ma i numeri rimangono come sempre essenziali –, la sinistra non vince se non tiene insieme tutte le sue anime e correnti (dovendo, inoltre, aggiungere altri consensi provenienti da gruppi più moderati). E questa lacerazione, che........
