Il revisionismo dell’Antimafia sulle stragi del ’92
Con la pista mafia e appalti scompare il contesto dei rapporti tra boss, apparati e neofascisti
Innamorarsi di una tesi e pretendere di dimostrarla, di solito, non rende un servizio limpido alla verità. Peggio ancora è usare una tesi per rendere irrilevante tutto il resto. Eppure, sta accadendo in commissione Antimafia. Lì dove la cosiddetta pista mafia e appalti è assurta al rango di altare sul quale sacrificare ogni altra ipotesi – prima fra tutte quella nera – per spiegare gli eccidi di Capaci e via D’Amelio del 1992.
In 33, giornalisti siciliani, compreso chi scrive, hanno firmato un appello al capo dello Stato, per rendere pubblica questa stortura. Che rischia di trasformarsi in una pericolosa opera di revisionismo sul nodo mafia-neofascismo-apparati.
Sulle vicende del rapporto mafia-appalti all’interno di quel «nido di vipere» che era la procura di Palermo, l’avvocato della famiglia Borsellino ha........
