La corsa agli scudi aumenta i rischi di guerra nucleare

Danno l’illusione a un Paese di poter colpire per primo limitando le conseguenze del contrattacco

Il nuovo libro di Carlo Rovelli (La cattiva coscienza dei fisici) sostiene, a ragione, che il rischio di una guerra tra le principali potenze del mondo, che comprenda l’uso di armi nucleari, è aumentato. Una costellazione di fattori punta in questa direzione. Il più importante è che, dopo ottant’anni di egemonia economica americana, abbiamo ora «due galli in un pollaio»: la Cina, in termini di capacità produttiva, ormai eguaglia (se non supera) gli Usa. Inoltre, è passato troppo tempo dalla Seconda guerra mondiale e le nuove generazioni forse hanno meno paura di un conflitto. Infine, potenze una volta più forti cercano una rivincita (vedi Russia con l’Ucraina). Fatto sta che la spesa militare sta crescendo ovunque. Significativo è anche il fatto che a febbraio........

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