Da Milano a Serina per costruire il futuro di Samantha in autonomia |
Da Milano a Serina per costruire il futuro di Samantha in autonomia
LA STORIA. La famiglia Vismara: la paura del «dopo di noi» trasformata in un progetto di vita condivisa, per sé e per altri.
«Il futuro - come scriveva Eleanor Roosevelt - appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni». Costruirlo, soprattutto per chi è più vulnerabile, è un atto (molto concreto) di fiducia e responsabilità quotidiana. Lo hanno imparato negli anni Cesare e Renata Vismara, che oggi vivono a Serina, prendendosi cura della figlia Samantha, 51 anni, con una disabilità complessa. Hanno continuato con il loro impegno di vita, giorno dopo giorno, finché una mattina si sono guardati allo specchio e si sono chiesti: chi resterà accanto a lei quando le forze non basteranno più? Da questa domanda, che brucia e non dà tregua, nasce la loro storia: una famiglia che ha imparato a trasformare la paura del «dopo di noi» in un progetto di vita condivisa, per sé e per altri.
La storia di Samantha
Samantha è nata la notte di San Silvestro del 1974, alle 23.30. Dopo quattro mesi, ad aprile del 1975, si è manifestata la malattia che ha cambiato tutto. Ricoverata d’urgenza per una meningite fulminante, in una notte buia in cui in reparto c’erano quattro bambini, tre sono morti e «l’unica che si è salvata è la nostra Samantha, e lì è iniziato il nostro cammino». La voce di Cesare, ancora oggi, si incrina raccontandolo. I medici l’hanno data per morta per tre volte. I genitori hanno fatto avanti e indietro dall’ospedale per starle accanto e imparare a decifrare i suoi segnali. La malattia alla fine è regredita ma le ha lasciato in eredità danni neurologici, crisi epilettiche, problemi fisici che continuano a contrassegnare tutta la sua vita. «L’abbiamo portata da mille specialisti - commenta Cesare -, ma purtroppo senza ottenere grandi miglioramenti».
Samantha intanto è cresciuta, ha iniziato a frequentare la scuola con un insegnante di sostegno, ha seguito terapie e percorsi di psicomotricità e grafomotricità. Come se non bastasse, nel 2009, è arrivata una nuova crisi: un coma diabetico di cui non si comprendeva la causa. Dopo quindici giorni in ospedale, la famiglia si è trasferita da Milano a Bergamo, dove ha iniziato un nuovo percorso di cura al Papa Giovanni, seguita da un diabetologo.
Lentamente la famiglia ha rivoluzionato tutta la sua vita e le sue priorità. Cesare, imprenditore, ha girato tutta l’Europa, ma alla fine ha scelto di trasferirsi a Serina, un paese di montagna che all’inizio era la meta di weekend e vacanze, ma poi è diventato casa.........