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«Ora Parigi è la mia casa Qui lavoro ed affetti»

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30.06.2019

«In quel periodo lavoravo alla Mediamarkt a Bergamo, ma avevo deciso di lasciare tutto, il posto fisso, la mia famiglia, tutto, e di andare ad Amsterdam per sostenere un colloquio tramite Randstad. Per quale azienda non lo sapevo, ma la voglia di cambiare era così tanta che sono partito lo stesso. Ho preso l’aereo un giorno in cui in Italia c’erano 30 gradi e sono arrivato in Olanda, dove non ero mai stato prima, che pioveva e c’era vento. Ho preso un treno per andare da Amsterdam a Rotterdam, dove mi aspettava un amico dell’Erasmus che mi avrebbe ospitato e fatto dormire su un divano per qualche giorno. Seduto su quel treno, infreddolito, senza una casa, senza un lavoro, senza sapere cosa sarebbe successo, con in sottofondo la voce gracchiante e dura dell’altoparlante che avvisava le prossime fermate in una lingua a me sconosciuta, l’olandese, mi sono ripromesso che per nessun motivo sarei tornato sconfitto in Italia. Avevo lasciato un bellissimo lavoro, dove mi trovavo bene, e miei affetti, ormai la decisione era presa e indietro non si tornava più. È stato un momento vissuto solo con me stesso, di pochi secondi, ma è stato così importante per me, che il suo ricordo è ancora vivido nella mia mente».

Marco ha scelto di continuare a sognare. Fin da piccolo desiderava più di ogni altra cosa vivere a Parigi e in quel momento del 2003 ha fatto il primo passo verso il suo sogno, che oggi può dire di aver realizzato. Dopo essersi diplomato, nel 1997, al liceo scientifico Mascheroni di Bergamo, Marco si è iscritto al corso di laurea in Scienze politiche internazionali........

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