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L’esercito reprime nel sangue le speranze dei sudanesi

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05.06.2019

Questa settimana, in Sudan, paese che vive da mesi una rivolta pacifica contro una dittatura e recentemente sprofondato nella violenza, è morta una speranza. Il Sudan era diventato un caso scuola per capire se è davvero possibile negoziare e gestire una transizione democratica con un esercito che ha deciso di sbarazzarsi di un dittatore diventato ingombrante. La risposta è no, almeno in Sudan.

Il 3 giugno le forze paramilitari hanno compiuto un massacro a Khartoum tra i manifestanti che da mesi portavano avanti un sit-in davanti al quartier generale dell’esercito manifestando le loro rivendicazioni. Trentacinque morti e centinaia di feriti, una violenza evidentemente deliberata e destinata a piegare il movimento seminando il terrore.

Il 4 giugno, i militari che guidano il paese dalla deposizione del presidente Omar Al Bashir, arrestato lo scorso 11........

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