L’arte non può essere neutrale alla biennale di Venezia
Se cercate un barometro delle tensioni che stravolgono il mondo non dovete guardare alle Nazioni Unite, ma alla Biennale di arte contemporanea di Venezia, che ha preso il via in settimana. La biennale è una sorta di olimpiade dell’arte contemporanea, dove gli artisti rappresentano gli stati e in cui il premio principale, il Leone d’oro, vale come una medaglia.
Quest’anno la biennale è in fermento a causa dei grandi conflitti della nostra epoca: l’invasione russa dell’Ucraina, Gaza e le minacce di Donald Trump. Il 7 maggio, in una sorta di programma artistico alternativo, il gruppo femminista Femen e il collettivo di musiciste russe Pussy Riot hanno manifestato rumorosamente davanti al padiglione russo. Poco dopo, una processione in memoria degli artisti di Gaza uccisi da Israele si è svolta nei giardini della biennale, imitando il suono ossessivo dei droni.
Ma la crisi va ben........
