Il Libano fa i conti con una doppia minaccia
Quanto meno i termini del confronto sono chiari. Il 27 aprile il capo di Hezbollah Naim Qassem e il presidente della repubblica libanese Joseph Aoun si sono scontrati frontalmente, evidenziando fino a che punto il Libano sia profondamente diviso in un contesto in cui la guerra con Israele non è mai davvero finita.
Il leader di Hezbollah ha definito la decisione del governo di negoziare direttamente con lo stato ebraico come una “concessione gratuita, umiliante e superflua, la cui unica giustificazione è dunque una sottomissione senza contropartite”. Il presidente Aoun ha risposto in modo secco due ore più tardi, dichiarando che “il vero tradimento è quello commesso da chi ha trascinato il proprio paese nella guerra per servire interessi esterni”. Tutti hanno capito che il riferimento era all’Iran, sostenitore di Hezbollah.
Questa spaccatura profonda complica qualsiasi tentativo di risolvere la crisi libanese, i cui........
