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Per la rivoluzione sudanese si apre una stagione difficile

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19.04.2019

Le cose procedono velocemente. Per tre mesi a Khartoum i manifestanti hanno scandito che “il popolo vuole la caduta del regime”, senza ottenere niente. La scorsa settimana però hanno spostato la protesta verso il vero centro del potere del Sudan, il quartier generale dell’esercito. E il 12 aprile l’esercito ha risposto arrestando Omar al Bashir, il brutale dittatore che ha governato il paese negli ultimi trent’anni.

I generali stavano solo cercando di salvarsi la pelle, naturalmente. Il ministro della difesa Ahmed Awad ibn Auf, che già si preparava a prendere il posto del settantacinquenne dittatore, ha arrestato Al Bashir e si è messo alla guida di un consiglio temporaneo che avrebbe organizzato nuove elezioni tra, diciamo, due anni?

La cosa è stata così stupida da essere quasi divertente. Ibn Auf non si è nemmeno preoccupato di parlare con i manifestanti fuori del suo quartier generale prima di fare il suo annuncio, e quindi questi l’hanno ignorato e hanno continuato la protesta.

Cambiare di nuovo cavallo
Gli altri generali hanno avuto la chiara impressione che Ibn Auf non avesse davvero capito la gravità della situazione. I manifestanti non hanno mollato e addirittura alcuni dei soldati dell’esercito hanno sparato agli agenti dei servizi di sicurezza, fdeli al regime, quando questi hanno cercato di attaccare i manifestanti. E così è arrivato il momento di cambiare nuovamente il........

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