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La democrazia dimezzata di Kinshasa

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23.01.2019

“Meglio un uovo oggi che una gallina domani” è quel che spesso si dice per giustificare il fatto di aver accettato un pessimo accordo. Oggi molti leader africani stanno ripetendo questo vecchio adagio. Fingono di festeggiare l’ascesa di Félix Tshisekedi alla presidenza della Repubblica Democratica del Congo (Rdc), ma in privato la cosa li rattrista, anche se ammettono che, almeno per il momento, è il male minore.

Félix Tshisekedi, 55 anni, è il figlio Étienne Tshisekedi, uno dei fondatori dell’Unione per la democrazia e il progresso sociale, il principale partito d’opposizione della Rdc. Per 25 anni ha sfidato i dittatori che hanno saccheggiato e rovinato il paese, trascorrendo buona parte della vita in esilio, e diventando una specie di eroe nazionale, prima di morire nel 2017.

Étienne Tshisekedi non è mai stato entusiasta dell’idea che il figlio gli succedesse, perché temeva che non avesse le capacità e l’attaccamento necessari a guidare il partito. Tuttavia nel marzo 2018 Félix è stato scelto come leader dai dirigenti del partito. E lo scorso novembre ha mostrato il suo vero volto.

La sedia in caldo
Nel 2016 era scaduto il mandato presidenziale di Joseph Kabila, che doveva lasciare il potere, almeno temporaneamente, perché la costituzione autorizza solo due mandati consecutivi di cinque anni l’uno. Potrà tornare legalmente tornare al potere tra cinque anni. Ma per le presidenziali del 2018 aveva dovuto trovare un candidato alla presidenza che eseguisse i........

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