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Cosa aspettarsi dal vertice tra Kim Jong-un e Donald Trump

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26.02.2019

Da una a dieci, quante sono le possibilità che l’incontro tra il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente statunitense Donald Trump del prossimo 27-28 febbraio in Vietnam (o un loro qualsiasi incontro futuro) si chiuda con un chiaro e irreversibile impegno per la “denuclearizzazione” della Corea del Nord? Zero.

E quante possibilità ci sono che questo vertice (a cui si aggiungeranno un sacco di ulteriori negoziati) possa significativamente ridurre la minaccia di una guerra tra i due paesi e tra le due Coree? Piuttosto alte, in realtà.

Kim Jong-un, come suo padre e suo nonno prima di lui, ha dedicato moltissimo tempo e denaro per fornire alla Corea del Nord un efficace deterrente contro Washington, il che implica la capacità di colpire il territorio degli Stati Uniti. Può darsi che accetti di sottoscrivere molti altri accordi, ma non cederà mai su questo punto.

La Corea del Nord non ha bisogno di raggiungere le stesse capacità nucleari degli Stati Uniti – essere in grado di fare arrivare anche solo alcune armi atomiche sul territorio statunitense sarebbe un deterrente sufficiente – ma Kim sa bene cosa è accaduto a Muammar Gheddafi e a Saddam Hussein, due capi di stato morti entrambi perché non possedevano armi nucleari.

Non c’è nessun accordo che proteggerebbe la Corea del Nord dalle armi nucleari statunitensi, che........

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