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Quando David Bowie leggeva le favole

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26.09.2026

“David Bowie è uno dei più importanti artisti di musica pop degli anni settanta. Ha anche un interesse particolare per la buona musica per bambini, perché ha un figlio di nome Zowie. E quando si è unito a questa registrazione della favola sinfonica di Prokof’ev pensava proprio a lui”. Le note di copertina di David Bowie narrates Prokofiev’s Peter and the wolf lo nominano solo all’inizio, il resto dello spazio è giustamente dedicato alla Philadelphia orchestra diretta dal maestro ungherese Eugene Ormandy (1899-1985).

Bowie è definito semplicemente come popstar e come padre di un bambino. È il 1977 ed è la prima volta che Zowie (oggi un regista di 56 anni di nome Duncan Jones) viene accostato al lavoro del padre. Bowie ha appena finito di promuovere l’album Heroes e ha del tempo libero: l’uomo segaligno e allampanato che nel dicembre del 1977 entra nello studio B della Rca di New York non è David Bowie ma è l’involucro nudo che aveva contenuto le sue varie incarnazioni. Major Tom, l’ambiguo cantautore di Hunky Dory, il glam rocker Ziggy Stardust e la sua decadente controparte americana Aladdin Sane, l’ibrido cane-umano di Diamond dogs, il plastic soulman di Young Americans e il filiforme Duca bianco, smagrito dall’abuso di cocaina.

Durante il suo soggiorno berlinese, cominciato nel 1976, Bowie aveva cominciato a liberarsi faticosamente delle maschere che aveva elaborato negli anni precedenti. Il Bowie che si appresta a leggere in studio la favola di Pierino e il lupo è un uomo invisibile, un uomo talmente sottile da non avere più un corpo o una faccia. L’unica cosa che ha è la voce.

David Bowie entra in quello studio da solo. Il maestro Ormandy aveva già inciso la musica di Prokof’ev a Filadelfia nel 1975, Bowie avrebbe fatto solo il doppiaggio della sua voce narrante. Pierino e il lupo è un progetto discografico molto ambizioso per la Rca americana. Eugene Ormandy è un grande direttore d’orchestra e un innovatore perfettamente cosciente dell’ecosistema tecnologico in cui si muove: il suono rotondo e morbido della sua Philadelphia Orchestra era stato ottimizzato per le ultime tecnologie di........

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