La politica contraddittoria di Elon Musk |
Uno dei malintesi più radicati su Elon Musk, appena diventato la prima persona al mondo con un patrimonio superiore ai mille miliardi, è l’idea che sia essenzialmente un libertario. In realtà, nonostante i riferimenti occasionali online a Milton Friedman e Thomas Sowell, Musk non ha mai aderito ai principi fondamentali del libertarismo. La sua attenzione si concentra non tanto sulle libertà individuali, quanto sul raggiungimento di obiettivi a cui vorrebbe che fossero dedicate tutte le energie e tutte le risorse globali.
Verso lo stato Musk non ha mai avuto un atteggiamento di rifiuto, ma piuttosto (come abbiamo visto con la sua esperienza alla guida del dipartimento statunitense per l’efficienza governativa, il Doge) un desiderio di riformarlo radicalmente per i suoi interessi e per rendere indispensabili i servizi delle sue aziende.
Tra l’altro, fin dalle sue prime iniziative imprenditoriali, Musk si è sempre affidato al sostegno del governo, sotto forma di agevolazioni e soprattutto di contratti. Questa tendenza è emersa già nel suo primo progetto, Zip2, un archivio digitale delle attività commerciali che dipendeva dai dati satellitari forniti da una struttura appena allestita dall’esercito statunitense. PayPal, che è all’origine della fortuna economica di Musk, inizialmente poteva funzionare solo perché trasferiva denaro tra conti privati coperti dall’assicurazione federale sui depositi.
Perfino quando era solo uno stagista alla Bank of Nova Scotia, Musk invitava i suoi superiori a investire nei cosiddetti Brady bond (titoli di stato latinoamericani garantiti dalle obbligazioni del tesoro statunitense) sottolineando che erano “coperti dallo zio Sam”.
Il legame più evidente tra Musk e il governo di Washington è sempre stato quello che riguarda la SpaceX, l’azienda fondata nel 2002 che è stata appena quotata in borsa nella più grande offerta pubblica iniziale (Ipo) nella storia del mercato azionario. La SpaceX è nata quando ha cominciato a imporsi la cosiddetta “dottrina Rumsfeld”, secondo cui la burocrazia del dipartimento della difesa era un residuato ingombrante della guerra fredda da sostituire con i metodi più agili e dirompenti della Silicon valley.
La strategia usata per la guerra globale contro il terrorismo si basava su una una rete di satelliti piccoli e facilmente manovrabili per coordinare forze speciali estremamente mobili e guidare i missili verso i bersagli. La SpaceX era appena entrata nel settore dei razzi spaziali e diventò un fornitore essenziale dell’amministrazione statunitense per la messa........