Livorno, indaga la Digos sul blitz nero al liceo Cecioni: la “crew” sarà accusata di apologia al fascismo |
Livorno, indaga la Digos sul blitz nero al liceo Cecioni: la “crew” sarà accusata di apologia al fascismo
Si cerca di risalire al gruppo che ha appeso gli striscioni firmandosi «Cecioni fascist crew”. Non si escludono collegamenti con bande di estrema destra attive nel resto dello Stivale
LIVORNO. Ora sul caso del blitz fascista al liceo Cecioni si muovono le forze dell’ordine. Dopo la denuncia presentata dal dirigente scolastico Rino Bucci, si è infatti attivata la Digos della polizia di Stato, che ha avviato accertamenti per risalire agli autori dell’incursione notturna. Le indagini sono in corso e si concentrano sia sull’eventuale presenza di telecamere nella zona sia su possibili elementi riconducibili alla sigla comparsa sugli striscioni, quella “Cecioni fascist crew” che al momento resta senza volto.
Il lavoro degli investigatori punta a chiarire dinamica e responsabilità di quanto accaduto nella notte fra domenica 22 lunedì 23 marzo, quando un gruppo di persone si è introdotto all’interno dell’istituto superiore appendendo quattro striscioni lungo le scale esterne, uno per piano, con il motto “Credere, obbedire, combattere”, oltre a un lenzuolo firmato e alcune scritte vergate a terra. Un gesto che, oltre alla violazione degli spazi scolastici, configura senz’altro ipotesi di reato legate all’apologia di fascismo. Intanto, mentre gli agenti procedono con gli accertamenti, non si placa l’indignazione della comunità. Il Cecioni continua a mostrarsi compatto nella condanna. Dopo l’immediata rimozione degli striscioni e la mobilitazione degli studenti– oltre un migliaio riuniti in assemblea – resta forte il segnale arrivato dal consiglio di istituto straordinario e dal corpo docente. «Condanniamo e respingiamo la vile provocazione fascista», ribadiscono dall’organo collegiale, sottolineando come la risposta sarà ancora una volta ancorata ai valori democratici e costituzionali. Una linea condivisa anche dai 140 insegnanti firmatari della nota diffusa nelle ore successive al fatto: una presa di posizione netta contro «un atto vergognoso» e a difesa dei principi antifascisti.
«I fatti accaduti sono gravi. Non possiamo né minimizzare né far cadere nell’oblio la comparsa di striscioni con lo slogan: “Credere, obbedire, combattere”, firmati “Cecioni fascist crew”. La “gioventù italiana del littorio”, un’organizzazione che aveva il compito di diffondere l’ideologia fascista nelle giovani generazioni, aveva come motto le stesse identiche parole. Un'organizzazione che voleva diffondere in particolar modo la disciplina e la cultura militare. Idee che ci terrorizzano maggiormente, vista l’escalation internazionale esistente ai giorni nostri», scrivono i Giovani democratici. Nel frattempo, gli investigatori non escludono alcuna pista.
Tra gli elementi al vaglio, oltre alla firma lasciata sugli striscioni, anche eventuali precedenti analoghi o collegamenti con gruppi organizzati attivi in Italia. L’obiettivo è capire se si tratti di un’azione isolata o di un gesto inserito in un contesto più ampio. La scuola, dal canto suo, prova a trasformare l’episodio in occasione di riflessione collettiva. Le lezioni si sono fermate per consentire il confronto, e nuovi momenti di discussione sono già in calendario. «Continueremo con determinazione su questa strada», ha assicurato il dirigente Bucci, rivendicando il ruolo del liceo da lui guidato come presidio educativo e civile. Resta alta l’attenzione, dunque, su più fronti: da una parte la risposta della scuola, dall’altra il lavoro della Digos per dare un nome e un volto a chi, approfittando del buio, ha cercato di riportare dentro un istituto simboli e parole che la storia ha già condannato.
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