Le aziende più ricche di Livorno: il porto domina ma Asa è la sorpresa: utili triplicati

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LIVORNO. Il porto, con la sua logistica, resta anche stavolta il settore più rappresentativo. Trainante: perché l’economia livornese, ormai è chiaro a tutti, non può prescindere dai trasporti e dalle navi che scaricano a banchina. Ma le “vie d’acqua”, generatrici di utili e fatturati anche da record, non rappresentano certo l’unico ambito in cui navigano le cento aziende più ricche di Livorno nella classifica proposta, anche quest’anno, dal Tirreno.

Scorrendo la graduatoria, magari non nelle posizioni più nobili, troviamo le agenzie di assicurazioni, le società immobiliari e le insegne della grande distribuzione organizzata, in coda con i supermercati "Colle" e "Leccia". Ma nella "top 10" spicca la "new entry" Asa: 8.978.391 euro di guadagni ( 217% sul 2023) e 116.611.232 di fatturato (9,5%).

Famiglia Neri sugli scudi

Delle prime dieci posizioni – con la supremazia ormai acclarata negli anni della Del Corona & Scardigli e Laviosa Chimica Mineraria e Fratelli Neri a completare il podio – abbiamo già scritto ampiamente nell’articolo della pagina precedente. Ed è proprio la famiglia Neri, il cui cavalier Piero è presidente della Confindustria locale, che emerge in modo preponderante: oltre alla medaglia d’argento con i rimorchiatori e all’ottavo posto con la Compagnia impresa lavoratori portuali (Cilp, di cui ne possiede la metà), la ritroviamo all’undicesimo posto con Neri Depositi Costieri, forte di un utile di 4.492.412 euro e un fatturato di 17.549.394, seppure entrambi lievemente in calo a livello percentuale rispetto all’anno precedente. Più sotto, alla casella numero 38, troviamo l’Impresa Tito Neri, con guadagni per 1.337.766 euro e ricavi per 4.276.040.

Il mondo portuale

Non c’è solo la famiglia Neri a brillare nel ricco mondo portuale. Nella "top10" figurano, fra i terminalisti, Marterneri - controllata da F2i Holding Portuale e attiva nello sbarco, nel magazzinaggio dei depositi doganali e nella consegna dei prodotti........

© Il Tirreno