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Il racket dei buttafuori a Pisa e Livorno: minacce e botte per comandare nei locali – I nomi degli otto a processo

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Il racket dei buttafuori a Pisa e Livorno: minacce e botte per comandare nei locali – I nomi degli otto a processo

L’accusa: «Volevano il monopolio sulla sicurezza dei locali» Documentati pestaggi ed estorsioni, coinvolta una poliziotta

LIVORNO. L’inchiesta sul presunto racket della sicurezza nei locali notturni livornesi approda in tribunale. Sono stati rinviati a giudizio quasi tutti gli imputati coinvolti nell’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo, comandato dal tenente colonnello Guido Cioli, che nel luglio 2022 aveva portato ad arresti, perquisizioni e sequestri fra Livorno, Pisa, Lucca e Firenze. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe tentato di imporre un monopolio nel settore dei servizi di vigilanza privata nei locali della costa, utilizzando intimidazioni, pestaggi e minacce per allontanare la concorrenza.

A processo Giacomo Sarti, oggi trentasettenne e livornese, considerato dagli investigatori uno dei promotori della contestata associazione per delinquere; Admir Murataj, trentaquattrenne albanese residente nel Pisano; Anxhelo Dyrmishi, quarantatreenne suo connazionale da tempo residente a Livorno e ritenuto dagli inquirenti il braccio operativo più violento del gruppo; Michel Pagnini, trentanovenne labronico; Maurizio Junior Catania, trentaquattrenne sempre livornese; Maurizio Lissi, sessantaquattrenne di Castiglione del Lago (in Umbria) ritenuto il rappresentante formale della società Arcanum Sicurezza Globale e l’ex sostituta commissaria della polizia di Stato Maria Giulia Rao, oggi sessantaduenne, lucchese e originaria di Vecchiano, con un passato lavorativo nella questura della........

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