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Senza il Green pass non si lavora: tutte le regole dal 15 ottobre

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17.09.2021

Roma. «Questo decreto è per continuare ad aprire». Mario Draghi tira dritto. Come annunciato, il Governo estende l’obbligo del Green pass: dal 15 ottobre servirà a tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche e del settore privato. Senza non si potrà avere accesso ai posti di lavoro. Il provvedimento incassa l’approvazione di tutti i ministri, compresa quella della delegazione leghista, nonostante i continui distinguo arrivati da Matteo Salvini negli ultimi giorni. «Questo provvedimento ha un ampio consenso, lo si è visto nella cabina di regia, nella conferenza unificata, ed è stato votato all’unanimità in Consiglio dei ministri – riassume la ministra di Forza Italia Maria Stella Gelmini – Draghi è riuscito a fare una sintesi delle diverse sensibilità».

Niente tamponi gratis


Resta il no ai tamponi gratis per tutti – lo saranno solo per i fragili e chi è esente dalla vaccinazione – chiesto dal Carroccio, ma il ministro allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti porta a casa prezzi calmierati per i test antigenici rapidi, anche in farmacia, per i lavoratori (costeranno 8 euro per gli under 18 e 15 per tutti gli altri, fino al 31 dicembre quando è fissata la scadenza dello stato di emergenza).

Controlli e sanzioni

Come per la scuola, i lavoratori sprovvisti di Green pass verranno sospesi dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, mentre sono previste sanzioni da 600 a 1.500 euro per i lavoratori e da 400 a 1.000 euro per i datori di lavoro, cui toccherà far rispettare le disposizioni, “beccati” a eludere i controlli.

Nessuno, in ogni caso, potrà perdere il proprio posto di lavoro. «Le sanzioni legate al mancato utilizzo del Green pass non devono in alcun modo essere agganciate o agganciabili a un percorso che porti al licenziamento», mette in chiaro Andrea Orlando. L’obbligo, poi, sarà valido anche per tutti gli organismi eletti, mentre si applica l’autodichia – ovvero la facoltà di cui godono alcuni organi costituzionali di decidere autonomamente e in deroga al principio di separazione dei poteri – per quel che riguarda gli organi costituzionali: nel decreto si invitano cioè Quirinale, Camera, Senato e Corte Costituzionale ad adeguare il proprio ordinamento alle nuove disposizioni.

Spettacoli e sport

Botta e risposta, sia nel corso della riunione della cabina di regia che in Consiglio dei ministri, tra Dario Franceschini e Roberto Speranza sulla possibilità di aumentare la capienza massima di cinema, teatri e palazzetti sportivi. Il ministro per i Beni culturali rinnova la richiesta di........

© Il Tirreno


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