Darsena, l’Europa cambia le regole: i big alla finestra aspettando l’Adsp |
Darsena, l’Europa cambia le regole: i big alla finestra aspettando l’Adsp
Livorno, le nuove norme sul project financing hanno frenato l’iniziativa dei grandi player
LIVORNO. L’interesse non è mai venuto meno, ma ora la sensazione è che i grandi player internazionali abbiano deciso di fermarsi sulla linea di partenza, in attesa della mossa decisiva dell’Autorità di sistema portuale. Perché la partita della Darsena Europa — il maxi ampliamento a mare destinato a cambiare il futuro del nostro porto — si gioca ormai su un terreno completamente nuovo, riscritto dalle recenti sentenze europee e nazionali sul project financing. Da un anno e mezzo i nomi che gravitano attorno ai primi piazzali della futura piattaforma container sono sempre gli stessi: Msc attraverso Til, con il gruppo Neri e Lorenzini, ma anche Grimaldi tramite Tdt. Colossi che si sono mossi, hanno presentato manifestazioni di interesse (Til) e vere e proprie istanze di concessione (Tdt). Poi però il silenzio: nessun affondo definitivo, nessuna accelerazione pubblica. Tutti fermi ad aspettare. Il motivo? Sulle loro teste pende una vera e propria spada di Damocle giuridica che arriva direttamente dall’Europa. Nel febbraio scorso, infatti, la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato incompatibile con il diritto comunitario il diritto di prelazione previsto nel project financing. Una pronuncia destinata a cambiare gli equilibri delle grandi opere pubbliche. In altre parole, nel sistema del project financing — lo strumento attraverso cui un soggetto privato propone, finanzia e realizza un’opera pubblica ottenendone poi la gestione — il promotore godeva storicamente di una corsia preferenziale: in pratica, fino a poco tempo fa, se dopo la proposta arrivava un’offerta migliore da parte di un concorrente, il promotore iniziale aveva........