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Tirrenica in salvo nonostante l'agguato del ministro. Ora c'è il commissario, il guaio sono i soldi

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21.07.2021

Ancora una volta, la Tirrenica stava per sfumare dalla storia delle infrastrutture italiane. Con la lingua dell’Azzeccagarbugli, l’ultimo affondo l’altra notte è arrivato dalla ragioneria dello Stato. Attesa da oltre cinquant’anni, abortita più volte nei piani dei governi a suon di promesse e annunci mancati, a tentare di affondare l’ultima speranza di dare alla costa una degna dorsale viaria ci si eran messi i grand commis della burocrazia romana ma pure il ministro dell’economia Daniele Franco. Ma alla fine la Tirrenica s’è salvata. «Alle due di notte, dopo una trattativa durissima, siamo riusciti a far approvare l’emendamento al decreto Semplificazioni che sbloccherà i lavori per il corridoio da Cecina a Tarquinia», dice Andrea Romano, deputato livornese del Pd. Non l’autostrada, ormai un ricordo, ma il famoso adeguamento della variante Aurelia, la sua trasformazione in superstrada. Insomma, autostradina. La discussione sul testo – firmato anche da Stefania Pezzopane, Umberto Buratti e Luca Sani – nella seduta congiunta delle commissioni riunite è andata avanti per ore, e proprio sulla Tirrenica s’è incagliata fino a trasformarsi in........

© Il Tirreno


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