Dall'autopsia su Giulio Cesare al medico legale nelle fiction: il patologo tra segreti e leggende – Quel caso risolto 500 anni dopo |
Dalla fiction alla realtà storica: le origini della medicina legale. Negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria spettacolarizzazione della medicina legale, soprattutto ad opera di produzioni cinematografiche e serie televisive, nelle quali il (quasi sempre infallibile) patologo forense riesce, grazie a tecnologie sofisticatissime, a risolvere rapidamente i più complessi enigmi dall’esame del cadavere.
Ma se lasciamo da parte la fiction e facciamo un salto indietro di otto secoli, lo scenario cambia radicalmente. Lì, in una stanza angusta, illuminata appena da una candela o, nei casi più fortunati, da una finestra, ci attende un ambiente ben diverso: un tavolo di pietra, un secchio d’acqua e un medico che lavora a mani nude, con strumenti rudimentali e con un unico supporto, quello dei propri sensi: vista, tatto, olfatto, talvolta persino il gusto (era così che si diagnosticava, ad esempio, il diabete: il sapore dolciastro dell’urina rivelava la presenza di zuccheri e quindi la malattia). Prima del Medioevo le dissezioni di cadaveri avvenivano molto raramente. Sappiamo che ad Alessandria, nel III secolo a.C., il medico Erofilo praticò dissezioni su cadaveri a fini di studio anatomico (una vena del cervello porta ancora il suo nome) — e addirittura vivisezioni su prigionieri destinati alla pena capitale, secondo le inquietanti testimonianze di Celso.
Dell’epoca romana, invece, ci è giunta testimonianza dell’esame del cadavere di Giulio Cesare. Fu il medico Antistio a stabilire che, delle ventitré pugnalate, una sola, al torace, era stata letale.
Ma è nel Medioevo che l’autopsia trova davvero un ruolo centrale come strumento di indagine clinica e giudiziaria. Nonostante un diffuso pregiudizio storiografico, la Chiesa non ne proibì la pratica: la famosa bolla papale Detestande feritatis di Bonifacio VIII (l’arcinemico di Dante) edita nel 1299 non condannava, come a torto ritenuto, le dissezioni anatomiche, bensì l’usanza di smembrare i cadaveri dei nobili caduti in battaglia per riportarne le ossa in patria per consentire degna sepoltura. La prima autopsia eseguita a scopo diagnostico di cui si abbia notizia fu praticata in Italia nel 1286. In quell’anno nella zona padana si diffuse una misteriosa e letale malattia che causò la morte di alcune persone e una morìa di galline. Un anonimo medico cremonese fu incaricato di indagare l’origine di questo male e questi, eseguendo........