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Marisa Laurito: «Per Fellini mi buttai sotto l’auto, ho vissuto in casa con Benigni». E quella gaffe...

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22.04.2026

Marisa Laurito: «Per Fellini mi buttai sotto l’auto, ho vissuto in casa con Benigni». E quella gaffe...

L’attrice compie 75 anni: una vita immersa nelle forme dell’arte. «De Crescenzo e Arbore i maestri. Che gaffe a pranzo dall’avvocato Agnelli»

Il fuoco sacro dell’arte anima la sua vita e accende un talento poliedrico capace di spaziare, usando le corde della simpatia, tra teatro, cinema, tv, pittura, scultura, fotografia (al suo attivo cinque mostre). Sempre all’avanguardia e proiettata nel futuro mettendo in un cassetto i ricordi e i successi degli anni Ottanta con la Rai dell’improvvisazione che rivoluzionò il costume degli italiani. Marisa Laurito – attrice, cabarettista, presentatrice – oggi compie 75 anni e mantiene inalterata la sua orgogliosa indipendenza e la naturale ironia con perfetti tempi comici.

Napoletana verace, romana d’adozione, lombarda per amore: «Festeggio solamente in due circostanze: Natale e il giorno del compleanno. Da oltre 20 anni sono impegnata con l’imprenditore bresciano Pietro Perdini. Trascorro con lui qualche giorno, poi torno nella mia casa affacciata sul Tevere per concedere il bis con gli amici di quella geniale avventura corale sviluppatasi attorno a Renzo Arbore. Il mio futuro? Sto realizzando un programma su La7 legato alla cucina, la mia grande passione, e gireremo il Bel Paese a caccia di storie rappresentative dell’eccellenza italiana a tavola». Attrici si nasce o si diventa? «A 8 anni decisi che mi sarei esibita su un palcoscenico. Trovai in soffitta un baule con vestiti, cappelli, scarpe. Iniziai a indossare quei costumi e davanti allo specchio improvvisai un balletto intonando una canzone. Mi rendo conto di essere stata miracolata perché io non so fare nient’altro». I suoi genitori come la presero? «Malissimo. Papà Nino, operaio delle ferrovie, nato in Calabria e sfollato a Napoli dopo la guerra, era severissimo, e Mamma Tina, che ho perso quando avevo 16 anni (come tutte le ragazze di buona famiglia si era diplomata al Conservatorio di Napoli e sapeva suonare benissimo il pianoforte) non mi hanno assecondata. Ma io sono nacapatosta e ho iniziato a recitare nei teatrini delle parrocchie per poi passare, come semi professionista, a esibirmi nel dopolavoro di grandi aziende statali». Ricorda la sua prima importante recita? «A 17 anni alla chiesa di Santa Maria a Piedigrotta nel ruolo da protagonista del capolavoro Filumena Marturano , un classico del teatro napoletano firmato Eduardo. Non potevo immaginare che quattro anni dopo, il 19........

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