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Ecco il murale per Federico Frusciante, il tributo nel suo quartiere: «Una foto in pizzeria era troppo poco»

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09.03.2026

Ecco il murale per Federico Frusciante, il tributo nel suo quartiere: «Una foto in pizzeria era troppo poco»

Livorno, l’opera è stata realizzata sulla saracinesca di Borgo Pizza dallo street artist Ninjart: «Da quando non c’è più è venuto a mancare un colore nel mondo»

LIVORNO. Un volto illuminato dalla luce blu di uno schermo, lo sguardo concentrato come nelle sue recensioni notturne. A Livorno un murale rende omaggio al compianto Federico Frusciante, critico e divulgatore cinematografico amatissimo sul web. Un tributo, questo, nato dal basso, dall’iniziativa di chi lo conosceva, da vicino o da lontano, e sentiva il bisogno di trasformare il ricordo in qualcosa di visibile, di quotidiano.

L’idea è partita da Michael Coppola, classe 1992, pizzaiolo che da anni lo incontrava nel quartiere. La pizzeria si chiama Borgo Pizza e si trova in via Verdi 135, non lontano dalla zona dove Frusciante viveva. «Federico lo conoscevo prima di tutto da fan – racconta –. Lo seguivo dal 2005-2006, da quando accompagnavo mia sorella al negozio Videodrome. Poi con il tempo ci siamo parlati di più, ma ero più io a conoscere lui che lui a conoscere me». Il loro rapporto si è rafforzato negli anni, anche in momenti difficili. «Ci siamo ritrovati a parlare alla camera mortuaria di un nostro amico. Da lì ci siamo un po’ avvicinati. Poi, due settimane prima che morisse, è venuto in pizzeria e abbiamo fatto una bella chiacchierata». Quando è arrivata la notizia della sua scomparsa, la reazione è stata collettiva. «È stato come vedere fermarsi l’Italia – dice –. Alla camera mortuaria ho visto arrivare persone da ogni parte. Sembrava la morte di un eroe».

Da quel momento è nata l’idea del murale. «All’inizio volevo mettere una foto in pizzeria – spiega Coppola –.Poi ho guardato le saracinesche che danno sulla strada dove abitava lui e ho pensato: “bisogna fare qualcosa di più grande”. Un tributo, perché quando muore un eroe bisogna ricordarlo».

Per realizzarlo Coppola ha contattato l’artista Francesco Spanò, in arte Ninjart. «Quando mi ha chiamato – racconta l’artista – gli ho detto subito grazie. Stavo pensando anche io di fare un tributo a Federico, ma non sapevo dove». Classe 1984, Ninjart dipinge muri da quasi trent’anni. «Ho iniziato a 14 anni e già a 16 facevo lavori per negozi e privati. Poi lo studio d’arte, l’Accademia, le mostre. È il mio mondo». Anche lui conosceva Frusciante da tempo. «Non eravamo amici stretti, ma ci rispettavamo. Era una di quelle persone che quando vengono a mancare senti proprio un vuoto». La scelta dell’immagine è stata immediata.

«Abbiamo preso un frame di uno dei suoi video – spiega Coppola – non volevamo usare una foto privata. Doveva essere il Frusciante di tutti, quello che parlava al pubblico». Un’immagine semplice ma potente: il critico davanti allo schermo nel momento in cui registrava le sue celebri recensioni. «È il momento in cui lavorava per noi – continua il pizzaiolo – quello in cui eravamo faccia a faccia con lui». Il murale è stato realizzato sulla saracinesca del magazzino della pizzeria Borgo Pizza e l’artista ha lavorato dal lunedì al mercoledì, fermando gli altri lavori per dedicarsi completamente al tributo. In totale il tempo di realizzazione è stato di circa nove ore, distribuite in quelle tre giornate. «Ho lavorato anche di notte – racconta Ninjart – volevo finirlo bene, senza fretta ma con la concentrazione giusta». Durante il lavoro molti passanti si sono fermati a osservare l’opera prendere forma. «Ho visto persone commuoversi – dice l’artista – e dico la verità, anche io ho fatto fatica a trattenere le lacrime». Accanto al ritratto è stata aggiunta una frase suggerita dalla moglie di Frusciante: “Con la cultura non mangi, ma impari a mangiare”. «Riassume bene il suo pensiero – spiegano entrambi – il fatto che con la cultura non solo si vive, ma si cresce». Il risultato è un’opera che parla alla città e a chiunque abbia seguito i suoi video negli anni. «Chiunque passi di qui lo riconosce subito – dice Coppola – è il Frusciante che guardavamo tutti la notte».

L’omaggio ha avuto una risonanza enorme anche online. «Il post con il murale è stato condiviso da centinaia di migliaia di persone – spiega Ninjart – segno che Federico ha lasciato davvero qualcosa». Per Michael il senso dell’iniziativa è semplice: «Non l’ho fatto per farmi pubblicità – precisa – ma l’ho fatto perché sentivo che dovevo farlo», conclude. «Quando è morto Federico è come se fosse venuto a mancare un colore nel mondo. Questo murale serve a ricordarci che, in qualche modo, quel colore è ancora qui». © RIPRODUZIONE RISERVATA  

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