Dai templari al benessere interiore: Livorno e il nuovo volto della Valle Benedetta

Dai templari al benessere interiore: Livorno e il nuovo volto di Valle Benedetta

Ritiri e meditazione: la storica Villa Huygens con cappella e colonica si trasformano.  L'imprenditore: «Il progetto sarà completato nel 2027, siamo partiti da casa Sambuca»

LIVORNO La Valle Benedetta dei ritiri yoga. Della meditazione. Della crescita interiore. Della ricerca dell’equilibrio tra mente e corpo. La sua millenaria storia templare lascia spazio anche a un nuovo volto per la Valle. Un nuovo capitolo che si costruisce intorno alla secolare Villa Huygens con la sua dimora principale, la casa colonica Pellettier e la cappella privata grazie all’investimento maturato negli anni da Eraldo Genovese, insieme alla moglie Komal. Sono compagni di vita e di ricerca da oltre 30 anni e fondatori di Valle Benedetta Retreat Center.«Nel nostro sogno viviamo tutti pienamente, celebrando la nostra unicità come vita che si esprime in energia, gioia e potenza benefica. Crediamo che la trasformazione del mondo inizi dalla nostra e scegliamo di essere l’esempio vivo di ciò che desideriamo vedere fiorire», è il manifesto del progetto di benessere.«L idea che sta alla base del progetto e della Fondazione Valle Benedetta creata ad hoc è quella di creare una piccola oasi di benessere, partendo dalla rigenerazione del terreno che è quello che facciamo al nostro bar e alle serre, fino ad arrivare alla rigenerazione dello spirito», a fare la cornice è direttamente questo imprenditore guru della meditazione.Dal 2003 abita alla Valle: da qui è cominciata la sua “sfida green”. Si investe nella natura, nella mente e nello spirito. Prima col suo modello di coltivazione innovativo de “La Serra” - si coltivano i prodotti utilizzando le torri aeroponiche, dove non viene messo nessun fertilizzante o insetticida -. E nel 2024 ha debuttato anche il “bar agricolo” che funziona con la bella stagione: balle di fieno come sedute, legno e prodotti a km zero, tutto immerso nel verde della Valle Benedetta. Il bar nasce dalla volontà di servire prodotti bio e di dare uno spazio alle persone per staccare dalla realtà.Lo scorso anno, poi, comincia il maxi progetto del centro ritiri nella storica Villa Huygens. “Che tu sia un insegnante, un team o un’anima in ricerca, qui sei libero di creare, condividere, fiorire: puoi partecipare ai nostri ritiri trasformativi, organizzare un evento o regalare al team aziendale un’esperienza di crescita e rigenerazione”, si legge nella presentazione sul sito vallebenedetta.orgEcco un’altra faccia della Valle Benedetta. Apprezzata anche all’estero. Così Genovese acquista la settecentesca dimora, la recupera dall’ abbandono, con tutti i suoi misteri templari e gli aneddoti di tunnel segreti. E si comincia a costruire il progetto di Valle Benedetta Retreat center.«Nel febbraio scorso siamo riusciti a partire con le attività a Villa Sambuca, questo edificio è moderno, in bio architettura, anni Sessanta, ha 9 camere, capace di ospitare fino a 20 persone, una sala per condividere, una cucina comune».Si perché il centro della Valle Benedetta ha la sua foresteria del benessere. Per chi viene da fuori. Perché ospita seminari che durano più giorni. Per le aziende che scelgono di portare i loro team in esperienze di benessere. Parola d ordine: condivisione. Consapevolezza. «Dai ritiri di yoga, meditazione e crescita consapevole, ai corsi di cucina vegetale i programmi nascono per rilassare mente e corpo, portare equilibrio e chiarezza, favorire vitalità e rinnovamento», va avanti.Tante attività si svolgono sulla pedana, è una sorta di terrazza che si affaccia nel verde che guarda al mare. Qui si fanno yoga, laboratori espressivi, danza, meditazione.Tra circa un anno sarà pronta alla meditazione e ai ritiri anche Villa Huygens: qui saranno ricavate 7 camere, sala da pranzo, spazi di condivisione.La sua storia è legata mani e piedi con la nascita sia della congregazione vallombrosana che della chiesa con l'annesso monastero. Un salto indietro nel tempo. C on l'aiuto finanziario del ricco mercante Giovanni Antonio Huygens di Amburgo fu aperta la strada fino a Livorno (1694). Lo stesso ricco mercante e mecenate, oltre a contribuire in maniera rilevante alla costruzione della chiesa e del convento, fece costruire intorno al 1700, probabilmente sulle rovine di un edificio precedente, un antico monastero, una villa in località Prati di Santa Lucia. Villa Huygens, appunto.Apertura nel 2027 anche per casa Pellettier, l’adiacente e storica casa colonica ottocentesca: muri in pietra, 12 camere, una caffetteria. Al piano terra la vecchia macina preservata con tutto il suo fascino per ricordarne la storia, quella della frangitura delle olive e la produzione di olio.Del XVIII secolo anche la cappella con una cupola ottagonale ricoperta in piombo dedicata a Santa Lucia, tuttora esiste l' altare in marmo di Portogallo. Ottanta metri quadri sospesi nel tempo che saranno utilizzati, anche questi, per lavori di crescita interiore.Sui misteri “custoditi” nei leggendari cunicoli sotto Villa Huygens ancora nessuna traccia. «Rispetto ai sotterranei non abbiamo ancora scavato in profondità, per adesso solo piccoli cunicoli ma non abbiamo rinvenuto niente di leggendario», chiude Genovese.l 

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