Osvaldo Jaconi: «Dalle lacrime di Como al trionfo Igor, campione di un’etica unica»

Osvaldo Jaconi: «Dalle lacrime di Como al trionfo Igor, campione di un’etica unica»

Il tecnico: «Viveva ogni partita con un coinvolgimento totale. Al primo incontro gli chiesi conto della squalifica, poi è nato un feeling speciale»

C’è strazio a Civitanova Marche, dove da tempo immemore vive Osvaldo Jaconi, il tecnico che ha scritto una delle pagine più belle della storia amaranto riportando il Livorno in Serie B dopo trent'anni di attesa. Il mister, oggi alle prese con qualche inevitabile acciacco dell'età e con un intervento in artroscopia al ginocchio che dovrà affrontare nei prossimi giorni, accetta di riavvolgere il nastro dei ricordi. E, inevitabilmente, il pensiero corre a Igor. Il "Vodtz" parla del bomber con la lucidità di chi lo ha conosciuto ogni giorno, ben oltre il campo. «L'esperienza mi porta a dire una cosa: se vuoi vincere qualche volta, bastano i giocatori. Se però vuoi vincere spesso, ci vogliono gli uomini. Protti, era uno di questi». Per l'allenatore nativo di Mandello sul Lario, non sono i numeri a dover raccontare chi fosse il Principe o lo Zar. «Come calciatore parlano già i fatti, parlano le statistiche. Non devo aggiungere né togliere niente. Ma chi ha avuto la fortuna di stargli vicino giorno dopo giorno, porta con sé qualcosa di diverso dalla semplice analisi dell'atleta. Era una persona con un'etica che oggi fai fatica a trovare. Era semplicemente diverso». Il sogno infranto a Como Tra i ricordi più forti resta la delusione della finale persa nel primo anno. «Prima di tutto ce l'avevano azzoppato nella partita con l'Arezzo, in semifinale. A Como giocò........

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