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Livorno, la magia di Vitulano all’Arena e quel 22 aprile entrato nel mito amaranto

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22.04.2026

Livorno, la magia di Vitulano all’Arena e quel 22 aprile entrato nel mito amaranto

La squadra di Tarchisio Burgnich, 47 anni fa, si portò a casa il derby con il Pisa grazie al gol-simbolo di Miguel

LIVORNO. Fine Anni Settanta. Sta per tramontare un decennio terribile per il nostro Paese. Il terrorismo ha insanguinato le strade, ha seminato lutti quasi quotidiani. Sono gli anni che hanno sancito la fine della grande, meravigliosa e lunga illusione del boom economico e portato in superficie le contraddizioni - anche ideologiche - del dopoguerra. Non c’è spazio per le mezze misure: destra o sinistra. Chi invece, nel piccolo pianeta calcio, vive nel grigiore della terra di nessuno è il Livorno per il quale il decennio è iniziato con la retrocessione in serie C (1972). Sono anni di malcelati e ambiziosi proclami di immediata risalita, puntualmente frustrati dal rettangolo di gioco. Nessuno è dotato di facoltà divinatorie... nessuno sa che per tornare in serie B serviranno 30 anni tondi, una cavalcata fantastica guidata da Osvaldo Jaconi e un gol (no: il gol) di Igor Protti a Treviso.

Che tempi, quelli. Il 1973 è l’anno della crisi energetica (sai che novità, vista la situazione attuale...), delle Fiat 128, delle targhe quadrate con caratteri bianchi su sfondo nero e il "LI" che sta per la sigla della nostra provincia. È l’anno dell’Austerity. Anche per il Livorno che non cava mai un ragno dal buco. E mai lo farà fino all’alba del nuovo millennio. Anzi. A dirla tutta le ambizioni - sbandierate ai quattro venti con fare un po’ smargiasso - si abbasseranno progressivamente. Prima, la promozione in B, poi la salvezza in C. Fino al 1978 i gironi di serie C erano 3, come adesso. Non c’erano fallimenti........

© Il Tirreno