Morte Denny Magina, mamma Erika: «Sono a pezzi, ma vado avanti per mio figlio» – Gli interrogativi dopo la sentenza

Morte Denny Magina, mamma Erika: «Sono a pezzi, ma vado avanti per mio figlio» – Gli interrogativi dopo la sentenza

Nella sentenza di primo grado, i due imputati Hamed Hamza e Amine Ben Nossra sono stati assolti perchè «il fatto non sussiste»

LIVORNO. È stremata, Erika Terreni. La notte dopo l’assoluzione dei due imputati per l’omicidio di suo figlio non ha chiuso occhio. E adesso, guardando al ricorso in Appello, sta cercando la forza per continuare a lottare perché «quella sentenza per noi è stata una doccia gelata. Non ce l’aspettavamo così». E chiarisce: «Non in mio nome». Un mantra, questo, che sta facendo il giro dei social e che è finito pure su alcuni degli striscioni apparsi in città. Il riferimento è alla formula "in nome del popolo italiano" posta in testa a ogni sentenza del tribunale. «Non questa - dice Erika - questa non è in mio nome».

Intanto in città ci si stringe attorno alla famiglia Magina tornando a chiedere «verità per Denny». Quella processuale è stata definita dalla Corte d’Assise: Denny non è stato ucciso. Ma allora - ci si chiede - com’è morto? Cos’è successo quella notte? Come sono andati i fatti? Ma andiamo con ordine.

Giovedì il presidente del tribunale Luciano........

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