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Caso Orlandi, aperte le tombe nel Cimitero Teutonico. Il Vaticano: «Impossibile prevedere la durata delle operazioni»

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11.07.2019

Potrebbe trattarsi di una svolta di uno dei più cupi misteri d’Italia. Oppure finirà per essere l’ennesimo tentativo fallito che provocherà ancora dolore in una famiglia che da 36 anni attende il ritorno a casa della propria figlia e sorella. Alle ore 8.15 di questa mattina sono iniziate le operazioni per l’apertura delle tombe nel Cimitero Teutonico per capire e scoprire se lì dentro riposano i resti di Emanuela Orlandi, la quindicenne figlia di un dipendente vaticano scomparsa il 22 giugno 1983 e mai più ritrovata.

Avrà ragione la fonte anonima che lo scorso anno ha inviato alla mamma, al fratello e alla sorella una lettera con l’indicazione di cercare Emanuela in questo pezzo di terra nel cuore della Città del Vaticano? Davvero la ragazzina è sepolta là dove indica la statua dell’angelo con in mano un libro con la scritta “Requiescat in pace”? Per la famiglia e la legale Laura Sgrò si tratta di una pista credibile, visto che su questa lapide sembra che da anni qualcuno si rechi a posare fiori e candele. Subito dopo la ricezione della missiva è stata presentata una istanza formale alla Segreteria di Stato vaticana e il cardinale Pietro Parolin ha autorizzato la scorsa settimana l’ispezione. Un gesto che ha ricevuto il plauso del fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, che ha sempre denunciato la mancata collaborazione della Santa Sede alle indagini sulla sorella.

Oggi sono quindi iniziate regolarmente le operazioni sui due sepolcri che custodiscono uno le........

© Il Secolo XIX