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+TempoXte: libri, serie tv e musica con la playlist della quarantena. Puntata 33

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01.05.2020

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Genova – L’isolamento a casa può anche essere reso piacevole, se accompagnato da letture, dalla visione di un film, dall’ascolto di un album di musica. Il Secolo XIX proverà ad aiutarvi e a rendere più piacevoli le vostre ore in queste lunghe giornate.

Vi consiglieremo un libro, un disco, un film o una serie tv da scoprire o riscoprire tra le mura domestiche. Un’occasione per rivalutare autori e attori dimenticati, o dischi minori di grandi artisti offuscati dai loro album storici, film nascosti negli sterminati cataloghi dello streaming, comici in grado di ridarci il sorriso, artisti - della tela, del palcoscenico o del pallone - che possono stupirci con un solo gesto, facendoci riconciliare con il bello. E un altro consiglio, legato al mondo del web o dei videogames, una spinta che possa dare il là a ore di ricerca, conoscenza e divertimento.

LA PLAYLIST

Gioia, calma, rabbia e malinconia nella “compilation” della quarantena

Non un solo disco ma c’è una playlist delle canzoni che in questo periodo di isolamento sono il sunto delle emozioni che sto provando e che, forse, rappresentano uno specchio in cui tanti si stanno guardando ritrovando il proprio passato, curando il presente e per uno sguardo al futuro (in alto si possono ascoltare tutte, non solo quelle che cito a seguire, cliccando sul play del video). In ordine sparso lascio che i titoli a seguire invadano le mie giornate ma c’è sempre una canzone con cui la sequenza ha inizio: “Adios Ayer” di José Padilla, una canzone senza tempo che consente di calarsi nel “qui ed ora” lasciando andare il passato e non annaspando su progetti a venire. Per i momenti più duri a risollevare il morale ci sono le note energetiche di “The Wolf” di Mumford & Sons e “Est-ce que tu m'aimes?” di Maître Gims. Per scaricare un po’ di sana rabbia aiuta “Heads will roll” di Yeah Yeah Yeahs e “Time is running out” dei Muse. La malinconia si lascia cullare sulle parole e gli accordi di “Come foglie” di Malika Ayane, “Special Needs” dei Placebo e soprattutto “Adieu” degli Enter Shikari che fa tornare nella casa dell’anima il ricordo di chi non c’è più. fin quando la calma prende il sopravvento e dalle casse all’anima arriva sollievo con “Cosmic Love” di Florence The Machine e “Ho imparato a sognare” dei Negrita. La fine del viaggio musicale, come l’inizio, mi porta sempre a un’altra canzone, ritrovando di nuovo il presente grazie a “Kevlar” dei 24 Grana, gruppo napoletano, in quel passaggio che dice: “Cura 'e paure cu mille culure. Poco te resta se niente sai fà. Se 'o ffuoco abbrucia fa tutto cchiù scuro. Chell che sient è 'a paura e passà” (“Cura le paure con mille colori, poco ti resta se niente sai fare. Se il fuoco brucia si fa tutto più scuro. Quello che senti è la paura di passare”).

IL LIBRO

“Shantaram”, un viaggio in India e lungo il confine tra Bene e Male

«La verità è che non esistono uomini buoni o cattivi … Sono le azioni a essere buone o cattive. Gli uomini sono soltanto........

© Il Secolo XIX


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